+386 40 589 547 mattia.galavotti@gmail.com

Trust riconoscimento e tassazione

Trust riconoscimento e tassazione

Trust riconoscimento e tassazione. Cenni sul riconoscimento del Trust a livello internazionale e tassazione dei redditi del Trust. Spesso in materia di Trust viene sottovalutata la differenza fra riconoscimento del Trust dal punto di vista giuridico e imposizione fiscale.

Trust riconoscimento e tassazione: il riconoscimento giuridico

Il riconoscimento giuridico del Trust è regolato dalla Convenzione dell’AJA del 1° Luglio 1985, a cui aderisce anche l’Italia. Tale Convenzione ha lo scopo di identificare univocamente un modello di Trust che sia poi riconosciuto nei vari Paesi. Si tratta quindi di descrivere un “Trust convenzionale”, ovvero un modello che vede 3 soggetti:

  1. Disponente o Settlor
  2. Amministratore del Trust o Trustee
  3. Beneficiario o Beneficiary

Il settlor vincola in Trust uno o più beni i quali saranno amministrati dal Trustee per gli scopi ed i fini del Trust o per uno o più beneficiari. La convenzione precisa anche la separazione patrimoniale fra i beni del Trustee e quelli del Trust, principio però fortemente idebolito dalle recenti sentenze di Cassazione, nelle quali il Trust è stato spesso revocato se autodichiarato oppure esistente solo al fine di proteggere il settlor da aggressioni patrimoniali.

La stessa convenzione infatti, all’art. 4, ribadisce la neutralità del Trust,  non entrando nel merito dell’atto dispositivo in Trust, delle motivazioni o di eventuali comportamenti illeciti, revocabili o simulati, lasciando libertà all’autorità giudiziaria di stabilire se il Trust (ed i suoi beni) siano meritevoli di tutela oppure no.

La convenzione quindi tende a fornire un modello di Trust, il quale è del tutto similare al tipico Trust Inglese, e dall’altra ne sancisce il riconoscimento negli stati aderenti, con la possibilità di adottare, in fase di costituzione, anche una legislazione differente fra quelle dei vari Stati aderenti.

Trust riconoscimento e tassazione: gli aspetti fiscali

Se la Convenzione dell’Aja del 1° Luglio 1985 delinea i limiti ed i tratti generali del trust dal punto di vista giuridico, la tassazione è evidentemente demandata ai singoli Stati. Il trust viene ampliamente normato dalla legislazione Italiana, sia per quanto riguarda l’imposizione indiretta a seguito dell’atto dispositivo, sia per quanto concerne le imposte dirette sui redditi percepiti dal trust.

Trust riconoscimento e tassazione: Atto dispositivo e imposte indirette

L’atto dispositivo in trust è il negozio con il quale i beni vengono immessi nel trust. Non vi è dubbio che l’imposta sulle successioni e donazioni vada applicata nell’atto dispositivo in Trust. Nel caso quindi che vengano disposti beni immobili in trust, questi saranno tassati secondo tale regime (esempio 8%), trattandosi di un vincolo di destinazione, e nel caso i beneficiari non siano dichiarati. Nell’applicazione perà di aliquote ridotte o franchigie sarà necessario valutare il rapporto fra disponente e beneficiari. Se il beneficiario è identificato al momento del vincolo l’imposta, benché liquidata immediatamente, godrà delle agevolazioni ad esempio i coniugi o parenti in linea retta (C.M. 48/E/2007). A titolo esemplificativo e non esaustivo, il compendio immobiliare vincolato in Trust da un soggetto a favore del figlio sconterà:

  1. Imposta di successione: esente fino ad € 1.000.000
  2. Imposta di trascrizione: 2% sul valore degli immobili (se non prima casa)
  3. Imposta catastale: 1% sul valore degli immobili (se non prima casa)

Sull’assegnazione dei beni la medesima circolare 48 del 2007 ha chiarito il momento liquidativo dell’imposta: questa deve essere versata all’atto dispositivo, sia che i beneficiari siano nominati o da nominare. Nella successiva assegnazione dei beni dal trust ai beneficiari non sarà applicata imposta.

Trust riconoscimento e tassazione: Imposte dirette

L’imposizione fiscale dei redditi del trust differisce a seconda che il trust sia trasparente oppure opaco. Da sottolineare che il trust è stato inserito dal legislatore fra i soggetti passivi di cui all’art. 73 del TUIR. In particolare il comma 3 stabilisce quando il trust si considera residente in Italia, con inversione dell’onere della prova per i Trust istituiti in Paesi non white-list. Nel caso in cui il trust sia opaco, ovvero i beneficiari non siano identificati, i redditi saranno tassati in capo allo stesso ai fini delle imposte sul reddito delle società. Se invece il Trust è trasparente, ovvero con beneficiari identificati, allora i redditi verranno attribuiti e tassati per trasparenza in capo ai beneficiari. Nel caso invece in cui il Trust sia misto, ad esempio quando solo una parte del reddito viene distribuita, allora solo quella parte di reddito sarà tassata per trasparenza in capo ai beneficiari.

Particolare attenzione è riservata al trust estero. Come detto se questo è localizzato in Paesi non collaborativi sarà considerato Italiano, fino a prova contraria, per cui dovrà sottostare alle regole già espresse sopra. Nel caso in cui il Trust sia non residente allora seguirà la tassazione secondo le norme di cui all’art 153 del TUIR (Reddito degli Enti non Commerciali non Residenti). I redditi tassati saranno quelli prodotti nel territorio dello Stato, secondo le categorie di redditi indicate nell’Art. 23. In via esemplificativa e non esaustiva sarà individuata la tipologia di reddito secondo le categorie riservate al reddito delle persone fisiche, il quale sconterà però l’imposta riservata al reddito delle società.

In base alla localizzazione del Trust e dei beni posseduti molte possono essere le fattispecie che vengono a crearsi dal punto di vista della tassazione e soprattutto del monitoraggio fiscale (dichiarazione RW). E’ di vitale importanza considerare attentamente in via preliminare non solo gli aspetti giuridici ma anche quelli fiscali del Trust, soprattutto se trattasi di Trust estero, al fine di evitare errori nella successiva dichiarazione dei redditi sia ai fini delle imposte dirette che della dichiarazione RW.

Se desideri un parere scrivi a mattia.galavotti@gmail.com oppure via skype a mattiagalavotti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*